Resoconto

Ripapersico (Portomaggiore - FE) – 15-16-17/04/2016 – Trofeo Emilia Romagna Minimoto UISP – Round 1


Eccoci alla prima gara del Trofeo Emilia Romagna della UISP, il circuito del Persico è un tracciato dove fatico molto e così decido di andarci dal venerdì per girare il pomeriggio ed essere più pronta per la gara. Metto subito 6-64 come consigliatomi dal mio meccanico e faccio il primo turno. Due settimane prima quella corona non andava bene e la moto risultava troppo scorbutica mentre ora va benissimo, sicuramente grazie alle modifiche effettuate durante la gara all’X-Bikes del fine settimana precedente. Mi fermo e riabbasso un po’ la frizione per capire com’è meglio configurare la moto ma dopo appena 4-5 giri arrivo in fondo al dritto ed il freno posteriore va a vuoto… Mi fermo ed era staccata una delle pastiglie, con conseguente uscita di olio e necessità imminente di uno spurgo per poter rifunzionare. Purtroppo non so fare questo tipo di spurgo e nel paddock non è ancora arrivato nessuno di esperto e sono tutti nel mio caso. Il proprietario della pista mi presta le siringhe e vari pezzi necessari e ci provo lo stesso, anche insieme a Vittorio “Er Fettuccina”, che ringrazio, ma niente da fare, non ci saltiamo fuori… La giornata di prove del venerdì finisce lì perché chiunque possa aiutarmi non arriva prima di venerdì sera. Pazienza, è un vero peccato ma che ci posso fare, queste cose ovviamente succedono sempre quando sono senza team… Aperitivo nel bar della pista e serata insieme a nuovi amici e poi si dorme per essere in forma per il sabato di prove. In prima mattinata mi aiuta Jarno a spurgare il freno posteriore, in pochi minuti, e grazie a lui posso tornare a girare. Siamo divisi in 4 categorie già dal mattino e tocca sfruttare ogni sessione di prova. Continuo con la 6-64 e la frizione bassa e mi trovo abbastanza bene ma dopo qualche turno vedo che non abbasso più i tempi. A sto punto monto la 6-63 con frizione normale e qualche segno di miglioramento si vede. Ci pensa Dodo a darmi l’impulso a metà pomeriggio quando fa qualche giro dietro di me e comincio ad abbassare di più. Negli ultimi due turni miglioro ancora di più girando da sola, con un 34’0 finale, diciamo positivo visto che nel 2015 avevo fatto 34’2 in gara e che abbiamo ancora tutta la domenica per andare sotto quel 34. Nell’ultimo turno ero anche da sola proprio, gli altri Open avevano già smesso tutti ma non avrei mai rinunciato ad un ultimo turno soprattutto dopo aver perso tutto il venerdì pomeriggio! Stava poi per finire il turno ma sono stata altruista e la mia intenzione era di non far perdere tempo agli sbandieratori che mi avrebbero dato la bandiera per fermarmi. Infatti in fondo al dritto ho frenato un po’ forte e mi si è chiuso l’anteriore facendomi volare via. Il manubrio era girato dall’altra parte e sono tornata ai box a piedi, fortunatamente integra. Era arrivata l’ora di sistemare la moto per la domenica e si sa che non sono brava come il team Space e che ci metto il triplo a fare le cose quindi non c’era tempo da perdere. Un amico mi aiuta a cambiare le gomme, per la prima volta con una 110 posteriore visto che il Team aveva finito le 105, e le monto su pulendo bene tutto. Si passa al cambio pignone e poi al cambio catena che mi fa tribolare un po’. Finito questo, si pulisce il carburatore e si raddrizza il manubrio. Giusto in tempo in quanto si stava facendo buio e quindi si carica tutto in macchina per la notte. Un po’ di chiacchiere e qualche salsicce e costarelle nel paddock e si va a dormire presto. Peccato che ci hanno pensato gli altri a non farmi chiudere occhio prima delle 2 e che alle 6 avevo già gli occhi aperti… Infatti ho avuto sonno per tutta la mattinata, lasciamo stare il turno di prove libere, dormivo ancora e l’ho usato per sciogliermi e basta. La moto è a posto ed iniziano le prime prove libere. Non sono ancora a posto e faccio solo 34’4, insomma c’è proprio da vomitare, più che altro se si pensa che le gomme sono nuove. Tra l’altro non ho ben capito in quanto siano diverse le 110 rispetto alle 105, sembra che dovrebbero piegare di più ma non ci ho poi capito molto. Secondo turno di prove ufficiali, tocca proprio svegliarsi! Finalmente rifaccio il 34’0 fatto nell’ultimo turno del sabato e devo dire che quello che mi urta è che uno dei miei avversari, anche se non Open come me ma Over 30, ha girato 1 decimo meglio di me e quindi tocca proprio rimediare in Gara 1. Per la cronaca, siamo 2 Open (Io e Carloni) e 8 Over 30, ed essendo pochi corriamo tutti insieme. Pausa pranzo, si sistema la moto per la gara, tutti pronti ed arriva l’ora x. Ci schieriamo in griglia, sono 8° su 10, si spegne il semaforo rosso e pure il cervello. Il mio avversario Pennacchini parte davanti, facciamo la chicane e mentre arriviamo in fondo al dritto penso tra me e me “se rimane davanti quando lo passo più?????”, quindi forzo la staccata per riuscire a stargli avanti in curva ma ecco che ne esce una carambolata. Chi era dietro mi ha poi raccontato che nello staccare mi si è alzata la ruota di 10/20 centimetri e che poi sbilanciandomi in avanti sono volata. Infatti ricordo una botta fortissima sul casco, dietro la testa e poi ero stesa e non mi alzavo. Non sentivo il piede. Non ci credevo che non mi stessi rialzando, la gara non era stata fermata e stavo perdendo dei giri, non volevo ritirarmi ma non sentivo il piede… Non sapevo cosa fare, ero a bordo pista e li sentivo passarmi vicino. Arriva il dottore, con lui anche la barella ma quando mi toglie la scarpa poi il piede comincia a farsi vivo e lo muovo. Chiedo “posso tornare in gara?”. Rimetto la scarpa, diamo due botte al manubrio storto e si riparte senza cupolino. Ma la visiera del casco? Non c’è! Pazienza.. il piede non fa male, quanti giri avrò perso, ma poi in gara 2 come farò se non ho più la visiera, mi faranno ripartire?, chissà quanti giri ho perso, comunque ce la faccio, vediamo di concentrarci, passo davanti ai box e sento un applauso, onestamente devo dire che mi hanno commossa, grazie… Finisco la gara, un amico mi prende la moto, non sentivo dolore a guidare ma alzandomi ovviamente zoppico… La visiera poi era ancora sul casco ma talmente indietro che non l’avevo sentita! Si fa un giro in ambulanza, ghiaccio sul piede e loro dicono che non è nulla e che tra pochi giorni sarà tutt’ok. Arrivano i miei amici poco dopo. Io mi vado a scusare con Pennacchini perché nel cadere ho poi saputo di averlo colpito anche se meno male è tornato subito in gara. Onestamente mi si era spento il cervello ed è un peccato. Sistemiamo la moto. Pensiamo a gara 2 e si riparte. In griglia, il direttore di gara dice “Ragazzi, tutto come prima” ed io dico subito “Tutto come prima no grazie” e tutti a ridere. Semaforo rosso, si spegne e stavolta riesco a partire prima di Pennacchini, evvai! Arriviamo in fondo al dritto e comincio a capire che il piede comunque fa male. Nelle chicane di fronte al dritto me ne rendo ancora di più conto… Pennacchini mi si sta avvicinando sempre di più, è lì che mi affianca ma non voglio arrendermi. Passa un giro, due, e ce la fa, mi supera… Non riesco nemmeno a starci attaccata perché sono rigida, non è per il male ma il piede mi impedisce di fare alcuni movimenti veloci… Finisce la gara e sono in lacrime, così delusa della mia gara, ho girato in 34’4 mentre avrei dovuto scendere sotto il 34 in gara.. Sono proprio delusa delusissima. Si sale sul podio visto che in Open eravamo in due, si sorride per la foto ma è pur sempre una coppa gratis che non mi sarei mai meritato se fossimo stati in un numero di piloti decente. Gli amici grandi e piccoli mi fan passare la tristezza ed ormai questo weekend giunge alla sua fine, tocca caricare tutto e tornare a casa… Devo dire che me la sono presa con comodo, zoppicavo sempre di più e mi stancavo proprio. Nel viaggio di ritorno, nonostante quelli dell’ambulanza mi avessero detto che non c’era niente, e visto che comunque è sempre meglio sapere cosa ci sia per sapere se si può sforzare o meno, ho deciso di fermarmi in un pronto soccorso prima di andare a casa. Chiamo Brescia, Iseo e Chiari ed opto per Chiari. Arrivo lì alle 21 dopo aver comunque faticato nell’usare la frizione. Nel vedermi zoppicare mi mettono subito in carrozzella e mi si fan subito le lastre. Un dottore un po’ cattivo mi parla di fratture e che devo tornare il giorno dopo per parlare con l’ortopedico e vedere cosa fare. Non mi spiega niente e non fermo le lacrime. Mi fan andare dal gessista che meno male mi spiega di più e mi rassicura comunque dicendomi che si tratterebbe di microfratture e che non è grave. Ritrovandomi col gesso mi tocca chiamare chi mi viene a prendere e chi viene a prendere la mia macchina visto che ho dentro tutto. Anche il personale della reception mi rassicura e mi dice che se non fosse perché son caduta, quelle fratture sarebbero state considerate cose vecchie. Notte bruttina ed il pomeriggio dopo si va finalmente dall’ortopedico, tra l’altro super simpatico e non di quelli super protocollati come al solito. Mi tolgono il gesso e lui guarda bene il tutto, come conclusione si rimette un gesso sintetico che dovrò tenere per 10/15 giorni, perché serve tenere il piede immobilizzato per farlo guarire bene. Si tratta di una distorsione che ha stirato i legamenti che si devono quindi sistemare. Le microfratture di cui si parlava il giorno prima sono solo vecchie calcificazioni. Il dottore mi fa “ti sei mai infortunata al piede?”, io “no”, ed aggiungo “però sono caduta mille volte in moto e faccio anche kickboxing”. A sto punto ha capito che tornava tutto e che appunto erano tutte vecchie calcificazioni. Mi ha detto che tra 10/15 giorni potrò mettere un tutore e quando gli ho chiesto se potrò tornare in pista per la gara del 15 Maggio al Jeepers, ha detto di si, e che anche se magari farà un po’ male non ci saranno rischi di peggioramenti. Eccomi quindi qua con sto gesso col quale mi devo ancora abituare, faticosissimo, divertente nelle scale in discesa, ma pericoloso nelle scale in salita quando si inciampa! Mi ci abituerò, a me basta che non sia un episodio come per il polso nel 2013 e sono felice. Farò di tutto per esserci al Jeepers, questo lo prometto! Ringrazio tutti gli amici che mi hanno aiutata nel weekend, e tutti quelli che si sono preoccupati dopo la mia caduta. Grazie di cuore, siete unici e vi voglio bene!

Phaedra Theffo